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Reportage del viaggio in Andalusia di una delegazione dell'Ufficio Giovani del Comune di Bologna (versione italiana)
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Il paesaggio della Spagna del Sud non è mai uguale a sé stesso: oltre al mare anche colline fertilissime e montagne: indimenticabili i laghi del Chorro, attraversati dal rio Guadalhorce; una terra con il turismo in espansione, ricca di storia e tradizioni che si concretizzano anche in una cucina assai appetitosa.
Abbiamo visitato il Consorzio di Guadalteba, ente locale della Provincia di Malaga, paragonabile alle nostre comunità montane. Il Consorzio raggruppa 8 comuni che hanno interessanti programmi di educazione, formazione e politiche giovanili.
Ad accompagnarci in questo viaggio Dolores e Susanna, due delle operatrici di cui si avvalgono i comuni del Consozio di Guadalteba: il loro compito di tecnici è di individuare ed affiancare i corresposabili giovanili, punto di snodo per sollecitare la partecipazione. I corresponsabili sono ragazze e ragazzi volontari in media di 17-18 anni che coinvolgono direttamente con il passaparola i giovani in diverse attività come ad esempio feste, campagne di sensibilizzazione sociale, programmi per l'alfabetizzazione informatica.
E' proprio l'alfabetizzazione informatica il tema della nostra prima visita al Centro Culturale di Ardales, dove risiede uno dei laboratori del progetto Guadalinfo: un programma regionale per l'informatizzazione dei piccoli comuni dell'Andalusia.
Ad Almargen incontriamo l'Assessore alle Politiche Giovanili del Comune, che ci spiega la funzione del Consiglio Comarcale della Gioventù: una sorta di consulta giovanile territoriale, organo consultivo che si esprime sui progetti che i singoli comuni intendono realizzare. La consulta è aperta a chi ne ha interesse ed è costituita dai tecnici dell'Area Gioventù del Consorzio di Guadalteba e dai Corresponsabili giovanili.
A Cuevas del Becerro incontriamo un sindaco di 24 anni che ci spiega le attività per i giovani della propria città: una radio autogestita: la “Radio por la igualidad”, i laboratori per il recupero dell'artigianato tradizionale, il piano per l'edilizia popolare a vantaggio dei giovani.
A Malaga, abbiamo incontrato il responsabile dell'Istituto andaluso della gioventù, un'istituzione pubblica presente in ogni provincia della Regione.
Fra le tante attività, ci ha colpito il fatto che lo stato abbatta i costi per l'accesso alle esperienze di studio all'estero: con il programma “Idioma y Juventud”. Entro certi limiti di reddito ogni estate 800 giovani della regione scelti fra i più meritevoli, possono andare in un paese europeo per un corso di lingua spendendo una cifra simbolica.
Sono agevolati anche i giovani artisti: le opere migliori vengono acquistate anche dal Comune che aiuta ad organizzare mostre e corsi di arte dove ad insegnare sono gli artisti stessi.
L'istituto, che ha un ricco portale informativo, cura la realizzazione di un periodico di informazione sulle proprie attività: si tratta di un manifesto che mensilmente viene affisso nelle scuole e nei centri giovanili.
A Teba, visitiamo l'Istituto scolastico secondario; ad accoglierci il preside che ci tiene a spiegare, che per metà tempo è anche insegnate. Grazie al programma comunitario TIC, c'è un computer per ogni due alunni.
Se da un lato l'uso del telefonino è espressamente vietato dall'altro i ragazzi vengono abituati a utilizzare in modo intelligente la tecnologia. I programmi installati sono di dominio pubblico così lo Stato risparmia, e si risparmia anche sui tradizionali libri di testo pagati dalla scuola e sostituiti ogni quattro anni: i libri ruotano e all'inizio di ogni anno i ragazzi ricevono gratuitamente dai compagni della classe precedente i testi e ne sono responsabili.
Per contrastare l'abbandono scolastico gli studenti con difficoltà di apprendimento sono inseriti in una classe trasversale alle altre che utilizza strumenti didattici innovativi: lo scorso anno i ragazzi, insieme agli operatori dell'Area Gioventù hanno realizzato un breve video turistico del loro paese.
A Canete la Real c'è l'albergo della gioventù che ospiterà i ragazzi italiani che usufruiranno della futura iniziativa di scambio internazionale a luglio – settembre 2008.
Siamo rimasti colpiti dall'esperienza della scuola-laboratorio di Canete: qui un programma coinvolge i ragazzi e le ragazze che hanno abbandonato gli studi; grazie al fondo sociale europeo imparano un mestiere e lo mettono in pratica a vantaggio della comunità. Abbiamo visto all'opera muratori ed imbianchini intenti a costruire un nuovo padiglione della scuola primaria, e a ritinteggiare i muri. I ragazzi sono anche coinvolti nella ristrutturazione del percorso che porta al castello.
Un'altra interessante iniziativa a favore di chi ha abbandonato la scuola è il laboratorio-impresa in cui lo Stato aiuta i giovani ad imparare un mestiere per poi mettere in piedi una propria attività.
L'ultima visita prima del rientro in Italia è a Carratraca, per il “Dia della Comarca”: cerimonia annuale che celebra la creazione del Consorzio di Guadalteba dove vengono premiati i cittadini del territorio che si sono distinti per la loro attività.
Abbiamo trovato la Spagna vitale e attenta a far emergere i talenti giovanili, dando l'opportunità a chi ha merito ma meno possibilità economiche di fare esperienze all'estero, impegnarsi per lo sviluppo della comunità in servizi socialmente utili. In generale nei confronti dei giovani alla sanzione economica, si preferisce far riparare il danno sensibilizzando al rispetto delle regole e delle cose comuni. Per l'amministrazione spagnola i giovani rappresentano il motore economico, sociale e politico della nazione; hanno la possibilità di incidere in modo profondo sulle scelte per il futuro e debbono essere agevolati nell'assumersi questa responsabilità altrimenti saranno altri a decidere al posto loro.
Nei nostri interlocutori istituzionali abbiamo sempre trovato molta disponibilità all'ascolto: c'è attenzione verso i giovani e anche in aree agricole e montane sono capillarmente presenti strutture a loro rivolte.
Si dà importanza al merito ma comunque tutti devono pagare una parte dei costi, anche se simbolica, questo allo scopo di creare nei ragazzi una maggiore sensibilità verso le iniziative pubbliche.
Per i ragazzi bolognesi che nell'estate 2008 usufruiranno, grazie a questa nostra visita, di uno scambio con la Spagna, sarà sicuramente un confronto stimolante.
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