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Elio doppia Terkel
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"Non in tutti i cinema" recita uno dei trailer di questo film di animazione tridimensionale, probabilmente non per tutti gli spettatori o almeno non per quelli che sono sensibili al turpiloquio.
Un film apparentemente di evasione ma che in realtà cela significati più complessi, un film che vuol far riflettere lo spettatore su una certa realtà sociale.
Lo stile con cui viene raccontata questa storia surreale è volutamente eccessivo, non mancano spruzzi di sangue, truculenti dettagli, turpiloqui dilaganti e doppi sensi nemmeno tanto celati: in una parola politically incorrect.
Apparentemente il paese in cui sono ambientate le vicende fa da sfondo ad una storia improbabile anche se a ben pensarci è la l'improbabile storia che fa da sfondo alle vicende delle vite dei vari caratteri del film.
Terkel, il protagonista, è un ragazzino di prima media come tanti e come i suoi coetanei vive i primi disagi dell'adolescenza.
Tutti gli altri personaggi sono descritti minuziosamente in ogni loro difetto fino a diventare macchiette grottesche; la madre di Terkel è una fumatrice compulsiva e ipocondriaca, ossessionata da assurde paure per la salute dei bambini dettate più da leggende metropolitane che dalla scienza, il padre è disinteressato a tutto e a tutti, apatico ed incapace di esprimersi in modo compiuto se non con un serafico e reiterato "NO"; la sorellina di Terkel si mette sempre nei guai con assurdi incidenti (folgorazioni, cadute, forchettate negli occhi); i compagni di classe riassumono i più classici stereotipi: il secchione, la compagna sensibile ma complessata dal proprio aspetto fisico, i due amici-bulli che mettono in difficoltà i compagni più deboli salvo poi scoprire che fanno ancora la pipì a letto e l'amico del cuore che scopre il rapporto con l'altro sesso fino a quel momento snobbato; il professore di musica (doppiato da Elio) che fa da narratore delle vicende del film (con trovate registiche esilaranti) ed il professore di scienze supplente maniaco della natura e un pò "figlio dei fiori".
Le alterne vicende dei personaggi celano significati più profondi e fanno riflettere sulla nostra società.
Al termine del film c'è anche il tentativo da parte del narratore di dare una morale o un significato alla sgangherata vicenda di Terkel ma poi tutto viene buttato in burla con una strategia ben nota a Elio e le Storie Tese,
Nonostante il film sia danese e sia stato originariamente doppiato da un noto cabarettista del luogo quest'anteprima "mondiale della versione italiana" - come precisa lo stesso Elio - ben si adatta alle voci ed al background del gruppo di Elio; per lo spettatore italiano anzi, sembra che il film sia proprio stato costruito sulla comicità surreale e irriverente del cantante e del suo gruppo.
In definitiva il film è ben realizzato, la grafica è picevolmente essenziale, il doppiaggio è perfetto anche grazie al calibro di voci come Lella Costa e Claudio Bisio; la storia tratta tematiche impegnative (non mancano anche accenni al turismo sessuale e al bullismo) in modo assolutamente sarcastico, irriverente, volutamente fuori luogo e al limite dell'offensivo; per questo è adatto solo ad un pubblico "preparato" a ricevere i messaggi. Non alzatevi dalla poltrona quando iniziaeranno a scorrere i titoli di coda: è una delle parti più esilaranti del film e ricordate: una spranga può sempre venire utile.
Consigliamo la visione del servizio ad un pubblico adulto.
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