Durata: 2'56''
Genere: Codec
La nuova era di King Kong: intervista a Matt Aitken.

 

La nuova creazione di Peter Jackson è la concretizzazione della possessione per un agognato progetto: rielaborare il classico per eccellenza nello spirito di una nuova epoca. Allora, se il cinema può rappresentare una fuga infantile dalla realtà (come il regista ha spesso confessato nelle interviste), King Kong ne è un ancestrale emblema e Peter Jackson l'abile regista che ha dato incarnazione umana a questa icona fantasy. Il sogno infantile di fornire un'ottica personale dell'horror del '33 si presenta come la nuova pietra miliare del genere fantasy, il cui esemplare antecedente è proprio la trilogia de Il Signore degli Anelli, firmato Peter Jackson. Eppure, anche questo colossal, costato 160 milioni di dollari e ricco di star holliwooddiane (la candidata all'Oscar Naomi Watts nel ruolo di Ann Darrow, Carl Denham, in quello di Jack Black e il premio Oscar Adrien Brody nei panni di Jack Driscoll) non è stato risparmiato da critiche aspre mosse dai fedeli dell'originale. Il paragone con il film di Cooper e Shoedsack è quindi stato inevitabile, in virtù, principalmente, delle dichiarazioni del regista, il quale ha affermato in più interviste di essersi esplicitamente ispirato al Kong targato 1933.
Considerato uno dei primi film fantascientifici del cinema sonoro, King Kong raccoglieva e rielaborava istanze irrisolte di quegli anni, quel decennio post-bellico in cui il mondo stava entrando in quella modernità di cui oggi siamo figli, ma nei quali era ancora parzialmente possibile trovare, sognare, temere l'esotismo più estremo. Nel film del '33 si parte dall'immagine della metropoli contemporanea, New York, per approdare in un'isola rimasta selvaggia e primordiale quanto le più radicate pulsioni umane e si ritorna alla modernità con un pezzo di essa, nel lucido e folle al tempo stesso tentativo di conciliare antico e (post)moderno.
Il Kong dei giorni nostri non perde le peculiarità che lo avevano reso noto e anche i paesaggi che fanno da sfondo alla romantica storia sono quelli di una New York anni '30, ricostruita fedelmente al computer dal team tecnico neozelandese della Weta Digital (già noti per aver collaborato con Jackson nella realizzazione della trilogia e vinto con essa diversi premi Oscar per il montaggio, la produzione e la scenografia).
La presenza del supervisore ai modelli digitali della Weta, Matt Atkin, ospite al Future Film Festival, ci ha consentito di soddisfare qualche curiosità in merito alle creazioni in digitale. Durante l'incontro sul making del film, ha spiegato dettagliatamente la realizzazione del gorilla, il quale ha degli antecedenti in foto che la Weta ha utilizzato per conferirgli delle fattezze reali. “Sono stati utilizzati documentari sui gorilla e foto scaricate da internet. Abbiamo realizzato grazie a questo materiale un modello in plastilina che abbiamo poi riportato al computer”. Una volta trovate le giuste proporzioni e ridefinito ogni aspetto della muscolatura, “il rigging della creatura- ci svela Atkin- è stato fatto utilizzando lo stesso software del Signore degli Anelli per creare Gollum”. A queste fasi di sperimentazione iniziale sono seguiti svariati test, affinché ogni movenza di Kong sembrasse reale. Oltre al protagonista, anche le location sono state effettuate interamente al computer. La misteriosa Skull Island, sulla quale è ambientata la parte centrale del film, è stata reinventata in un minaccioso isolotto neozelandese, mentre la New York anni '30 in cui l'avventura si conclude, è stata riscostruita sempre in Nuova Zelanda, vicino a Wellington. Infine, per l'oceano digitale, è stato sviluppato un nuovo software rispetto al Signore degli Anelli; il che ha presentato una nuova sfida per la Digital, conclusasi con ottimi risultati.
Traspare con grande evidenza la volontà del regista di realizzare un kolossal che potesse stupire e sbalordire dal punto di vista spettacolare: una volontà che sembra essersi trasformata in ansia, quando gli avvenimenti, specie a Skull Island, travolgono lo spettatore senza dargli un momento di tregua. Il film raggiunge vette più alte nella parte conclusiva con il tenero incontro tra Kong e Ann e il finale sulla cima dell'Empire State Building, lancinante per la carica di passione e di empatia che l'agonia della Bestia riesce a trasmettere allo spettatore. Il regista neozelandese ha raccontato in maniera decisamente più diretta ed esplicita il romantico coinvolgimento della Bella per la Bestia, esplicitando un rapporto nel quale non è più la paura a farla da padrona ma un'attrazione morale ed empatica. Il problema è che nel fare tutto questo, Jackson ricerca effetti spettacolari che sviliscono a tratti temi raccontati in maniera ben più asciutta ma profonda nella versione originale.

INTERVISTA
Firstly I wanna say thank u for giving us a moment of your time.

1 Your name is well-known because u are working for Weta Digital as digital modelling Supervisor, the company whose name is linked to the trilogy The Lord of the Rings. I would like u to tell me how the passion for digital animation was born and when your collaboration with Weta Digital started.

2 In many interviews I read about the difficulty u had to face in re-creating New York in full and the gorilla Kong, although u and your company was already able to create the elusive and non existent Middle-Earth in The Lord of the Rings. How do u compare the two experiences?

3 Which kind of software did u use or create to get special effects? Just to know, I read about a software made up for The Lord of the Rings using elements of artificial intelligence. Did u get clear and perfect frames (images) for King Kong by the same trickery or did u make up a new software?

4 Peter Jackson choosed Andy Serkis again as base for digital animation. I mean he's King Kong's voice and motility. Did u use the same technique to create Gollum in the trilogy to carry out King Kong? And can u explain, please, for the no judges of technology how? I mean u started from human body to create an entire digital character.

5 In the end, would u like to say something about working for Peter Jackson's movies?

Thank u so much for expending time for this interview and….good luck for your next creation.








INTERVISTA (italiano)
D:Il tuo nome è noto per la collaborazione con Weta Digital, la compagnia legata alle creazioni digitali del Signore degli Anelli, in qualità di supervisore ai modelli digitali. Vorrei sapere come è nata la tua passione per le animazioni digitali e quando è iniziata la collaborazione con la Weta Digital
R: La mia collaborazione con la Weta Digital è iniziata virtualmente nel 1994. Avevo già lavorato con loro per un paio di film prima dell'uscita del Signore degli Anelli. La trilogia è stato indubbiamente il progetto più importante per noi, che ha reso la compagnia nota nel mondo. Sono interessato da sempre alle animazioni, e, per quanto essa possa essere chiamata passione, sono felice di averla trasformata nel mio lavoro, perché quello che faccio è fantastico.

D: In molte interviste ho letto delle difficoltà incontrare nel ricostruire interamente New York e il gorilla Kong, stiamo parlando del film King Kong, sebbene tu con la compagnia siate già stati in grado di creare dal nulla la famosa Terra di Mezzo nel Signore degli Anelli. Come paragoneresti le due esperienze?
R: Quella del Signore degli Anelli è stata sicuramente un'esperienza importante durata per più di tre anni. E' stato un progetto oneroso riguardo la creazione degli effetti speciali come Gollum, le scene di massa, i paesaggi. E dopo il Signore degli Anelli non pensavamo avremmo più incontrato delle simili difficoltà. Con Kong abbiamo affrontato una nuova esperienza e anche nuove sfide, perché realizzare Kong è stato molto più complesso di Gollum. In particolare sono state difficoltose le animazioni facciali. Oltretutto Andy Serkis doveva recitare a tutti gli effetti affinché lo spettatore avesse la possibilità di riconoscere in Kong delle fattezze ed espressività umane.

D: Peter Jackson ha infatti scelto lo stesso attore, Andy Serkis, per creare Kong.
R: Collaborare con Andy è stato meraviglioso. Lui ha recitato con precisione ogni movimento che noi abbiamo catturato e trasformato nelle fattezze di Gollum nel Signore degli Anelli. In Kong il procedimento è stato lo stesso: abbiamo usato il corpo di Andy per poi trasformarlo nel gorilla digitale.



D: Che tipo di software avete usato o creato per le animazioni digitali? Ho letto che per Il Signore degli Anelli avevate sviluppato un software che utilizzava elementi di intelligenza artificiale. Avete ottenuto immagini nitide e perfette sfruttando lo stesso procedimento o avete inventato un nuovo software?
R: Abbiamo usato lo stesso software, chiamato massive, da noi creato per il Signore degli Anelli per realizzare le animazioni delle masse anche in Kong, come la folla nelle strade di New York, sfruttando anche in questa occasione elementi di intelligenza artificiale. Ma abbiamo inventato un nuovo software in occasione di questo film per ricostruire l'acqua in digitale. Parte del film è infatti ambientata sull'oceano, ma non c'è nessuna location reale. Per cui abbiamo creato un oceano digitale, il che è stata un'evoluzione fondamentale per la nostra compagnia. In definitiva posso dire, si, che è stato creato un nuovo software rispetto al Signore degli Anelli

D: L'ultima domanda. E il quarto o quinto film che girate con Peter Jackson. Vuoi dire qualcosa in proposito? Qualcosa che vuoi fargli sapere?
R: In realtà è il sesto o settimo film che giro con Peter. Ed è un esperienza sempre fantastica, perché oltre ad essere un ottimo regista, capisce al volo il modo in cui stiamo lavorando,…………., ed è molto chiaro nel comunicare ciò che vuole . Credo riesca ad avere tutto il film in testa prima che lo realizzi e ne parla durante il processo di produzione per tirare fuori le idee che ha costruito. Per questo lavorare con lui è molto soddisfacente per noi.

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