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Presentazione del film "Texas" di Fausto Paravidino
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Fausto Paravidino, giovane punta di diamante del teatro italiano, dopo aver familiarizzato col cinema come attore ("Vuoti a perdere" di Massimo Costa), "La via degli angeli" di Pupi Avati, "Il partigiano Johnny" di Guido Chiesa), ora si cimenta dietro la macchina da presa, curando la regia di "Texas", film che ha scritto di suo pugno, insieme a Irsi Fusetti e Carlo Orlando.
Il lungometraggio ci mostra le storie diversamente intrecciate di un gruppo di ragazzi che vivono nella desolata periferia piemontese, un'area senza nome che non è ancora città, ma che non è più campagna, nelle parole dell'autore: "quella profonda provincia italiana che ormai è diventata periferia dell'impero americano: un profondo Texas, appunto".
La storia è drammatica: le amicizie di vecchia data e gli amori consolidati si sfaldano di fronte alla noia del contesto in cui i personaggi vivono, di fronte alla mancanza di prospettive che il territorio offre loro. Eppure, secondo Paravidino, non si tratta di una storia senza speranza. Lui ce l'ha fatta ad andarsene (come vorrebbero alcuni dei suoi personaggi), a lasciare il paesello per la città, ma soprattutto a trovare una sua strada, ad emergere come artista, e ancora prima a rifiorire come persona. Perché non si deve lasciarsi abbattere di fronte alle difficoltà, perché le occasioni bisogna anche cercarsele e crearsele, perchè se siete circondati da una landa grigia e piatta bisogna trovare il modo di portarci vita e colori.
Il giovane Paravidino (28 anni), dopo aver frequentato la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, lavora da anni come attore e drammaturgo: ha infatti scritto sette testi teatrali, tra cui "Due fratelli", che ha vinto nel 2001 il Premio Tondelli (Riccione Teatro) e il premio Ubu 2001. Ha inoltre collaborato come sceneggiatore alla soap opera "Caro domani".

