Durata: 2'59''
Genere: Codec, Interviste
Puntate di Codec correlate: Puntata 44 del 8 aprile 2005
Olga D'antona insieme a Sergio Zavoli ha scritto un libro dal titolo: “Così raro, così perduto. Una storia di terrorismo, un racconto personale”

 

Il 20 maggio 1999 alle 8.30 del mattino veniva ucciso da un comando delle BR Massimo D'Antona.Aveva cinquantacinque anni, una moglie ed una figlia di ventiquattro.
D'Antona era un tecnico, un sindacalista, un collaboratore dell'allora sindaco di Napoli Bassolino. Una persona che aveva speso la sua vita in un lavoro nel quale credeva e che consisteva nel rendere più attivi e proficui i rapporti fra lo stato e le organizzazioni dei lavoratori. Tutto questo non è però servito a fermare la mano dei suoi assassini.
Oggi, a cinque anni di distanza, la moglie, Olga D'antona insieme a Sergio Zavoli ha scritto un libro dal titolo: “Così raro, così perduto. Una storia di terrorismo, un racconto personale” in cui ha voluto “raccontare soprattutto l'umanità che viene negata da chi uccide, l'umanità di quella persona che è stata invece considerata soltanto un simbolo”.
E lo ha fatto a Bologna, città più volte colpita dal terrorismo tanto nella storia recente quanto in quella più lontana. Ma anche città universitaria con un elevato numero di giovani, e proprio ai giovani era rivolto il suo appello alla memoria, sua personale e collettiva, affinchè gli insegnamenti a volte estremamente dolorosi della storia non finiscano dimenticati. E per ricordare che l'impegno, la partecipazione attiva, oltre a diritti acquisiti a costi umani altissimi, sono doveri che non possono essere trascurati ed allo stesso tempo il mezzo più efficace per impedire che gli errori e le efferatezze che ormai sono state compiute tornino non più come memoria ma come bruciante attualità.

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