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Genere: CODEC - cinema
Puntate di Codec correlate: Puntata 246-247 del 29 gennaio 2010

In occassione del Future Film Festival abbiamo intetervistato Joe Letteri, supervisore degli effetti speciali del film Avatar.

 

Mercoledì 27 gennaio 2010, in occasione del Future Film Festival, si è svolto l'incontro con  Joe Letteri (Supervisore degli effetti speciali e direttore della Weta Digital) che ha mostrato il "making of" di Avatar. Grandissima la presenza di pubblico in sala che ha ampiamente superato la capienza posti disponibile, tanto che qualcuno, pur di non mancare, ha scelto di seguirlo in piedi. Un "making of" esclusivo poiché le immagini che sono state mostrate erano una prima mondiale.

Joe Letteri ha cercato di fare ordine negli innumerevoli aspetti che hanno reso Avatar un'opera senza predenti. Ha cominciato dunque dal mostarci una sequenza completa per poi ridurla sino allo stato di "design". E da lì ripartire.
Inizialmente abbiamo visto lo studio sugli essere viventi della nostra terra, prima ispirazione per le creature del pianeta Pandora. Letteri ha ricordato più volte come James Cameron si sia ispirato al mondo sottomarino da lui spesso esplorato. Da qui i primi bozzetti, spesso disegnati dallo stesso Cameron, e i primi tentativi di colorazione sino ai modelli "grezzi" 3D. Discorso diverso per i na'vi e gli avatar che hanno avuto una lavorazione direttamente sugli attori reali. Grazie infatti alla "motion capture" gli attori hanno dato vita alle loro controparti al computer, dunque tutte (o quasi) le sezioni di computer graphica viste nel film provengono da una recitazione reale sul set. Tramite la virtual camera, usata per la prima volta per fini cinematografici, Cameron ha ottenuto in tempo reale durante la recitazione una versione digitale del film (con tanto di background) a bassa risoluzione. Da qui gli animatori hanno perfezionato le espressioni con un software in grado di ottenere migliaia e più di espressioni ottenute tramite micromovimenti dei muscoli facciali (sulla questione muscoli la spiegazione è diventata così scientifica da arrestarsi ad un certo punto). Qualcuno ha chiesto in sala se con questa tecnica è possibile addirittura migliorare la recitazione di un attore, senza pensarci troppo la risposta di Letteri è stata "yes, of course".

L'aspetto sicuramente più impressionante, che ha provocato in sala numerosi applausi durante gli esempi di Letteri, è quello della creazione degli ambienti di Pandora. Decine e a volte centinaia i livelli utilizzati per ottenere alcune sequenze come quella nella giungla/foresta o i voli tra le montagne sospese. Migliaia di elementi tra foglie, rami e piante di ogni tipo, realizzate a volte con tempi da una settimana a tre mesi per scena. Incredibile infine il lavoro sulle cascate cominciato da ogni singola goccia d'acqua realizzata al computer, al quale si aggiungono le grandi problematiche procurate dalla ripresa 3D. L'idea è che d'ora in avanti tutti i film del genere dovranno adattarsi a questi standard qualitativi. Non ci resta che vedere cosa ci attende per il post-Avatar!

Per la redazione
Walter Piva