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Enjoy the silence
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Enjoy the silence narra la storia di due ragazzi che si incontrano. Lui musicista ed insegnante di informatica in un centro per sordi. Lei una ragazza sorda. Elena e Paolo inizieranno a conoscersi per caso ed in un modo tutto particolare. Paolo, grazie all'incontro con Elena, si ritroverà a comunicare in modo diverso con le persone, indagandone le modalità, Elena inizierà ad ascoltare le vibrazioni della musica di Paolo.
Il film, a volte afono e sordo a volte eccessivamente fragoroso, sembra essere un “elogio alla pagina bianca sonora”, comunicando col silenzio. Il titolo lo chiede. Enjoy the silence: godi del silenzio, godi dell'uso del silenzio.
La ricerca dei due protagonisti parte da una scoperta. La comunicazione verbale, spesso inesatta e insufficiente, è fondata su un presupposto: credere a delle parole d'ordine. Lo scambio di informazioni (operazione base del comunicare) può avvenire solo se si crede o se si fa finta di credere a delle parole d'ordine, delle chiavi precostituite di accesso al significato, determinato in modo inequivocabile. Ma cosa succede se queste parole d'ordine non possono essere udite o se eccedono? Lo scambio di informazioni si può allora ottenere attraverso altri metodi. Il suono in Enjoy the silence è preponderante, benché il corto possa apparire pressoché muto. Da sempre la musica viene considerata la più libera forma d'arte e di comunicazione, proprio perché è impossibile crearvi delle parole d'ordine. Vi sono degli stilemi musicali o cliché che possono corrispondere a dei sensi determinati, ma il puro emettere dei suoni non conosciuti può esprimere qualcosa, in cui ci si può ri-trovare e re-incontrarsi, stabilendo tra le persone quel trait d'union che si richiede alla comunicazione. I due protagonisti si ri-trovano e si ri-incontrano grazie al suono non ascoltato. È la vibrazione che porta informazioni non il cliché del suono, che Elena, la ragazza sorda, non può ascoltare.
Inoltre i due interagiscono e comunicano anche grazie alla mimica per sordi. La mimica rimanda ad un linguaggio per immagini. Il senso si determina da un susseguirsi di figure manuali. Assomiglia molto al linguaggio cinematografico, che è il linguaggio mimetico per eccellenza. In questo caso è Paolo ad essere “puro”. Egli non conosce le parole d'ordine o i cliché che sono alla base della comunicazione mimica.
Ognuno si esprime con un linguaggio diverso dal verbale a cui l'altro non è stato “iniziato”. È un incontro puro. I due si fanno spazio tra i codici per iniziare ad incontrarsi, a sentirsi, a vedersi, ad amarsi.
Paolo ed Elena in fondo sperimentano il paradosso dell'era contemporanea. Mai come ora la comunicazione è stata così accessibile. Ma proprio questa diffusione di comunicazione è orfana e vedova di comunicatori. O meglio ci sono persone che tentano di comunicare ma il risultato a volte è nullo e si ricade nell'incomprensione. A volte si ricade nello sproloquio, patogeno del vaniloquio. Forse non è vero che il mondo contemporaneo non ha più nulla da dire proprio ora che i mezzi di comunicazione sono in abbondanza. Forse è vero che si fanno strada nuove modalità di espressione, dato che i vecchi metodi hanno fallito. Le parole non ci dicono più niente. I sensi ed i sentimenti si esprimono nella vita, come al cinema, non con le parole. Non è più il senso logico a poter esprimere qualcosa, ma tutto si sposta nella categoria del sensoriale. Ma anche qui bisogna essere attenti ai cliché sensoriali. E allora in apparenza se le parole non ci dicono più niente meglio godere del silenzio, portatore di nuovi suoni, di vibrazioni cariche di senso.
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HDV
Attori:
Lorenzo Piccinini - Paolo;
Clara Paone - Elena;
Andrea Gambardella - chitarrista;
Nicolò Sergio - cantante;
Riccardo Rinaldi - batterista;
Angela Zaccheroni - impiegata;
Ettore Selli - ragazzo con le cuffie;
Bernardo Bilotti - ragazzo in bici;
Giovanni Finarelli - ragazzo in bici;
Riccardo Palladino - ragazzo volenteroso;
Comparse:
Selma Abdelqader;
Laura Agnusdei;
Anna Errico;
Marta Gozzi;
Lorenzo Liccardo;
Eugenia Lorrimar;
Tommaso Mortari.
Aiuto regia: Valentina Piretti;
Best Boy: Chuan Chuan Xie.
Organizzazione generale: Riccardo Palladino;
Assistente di set: Camilla Curioni e Laura Mazza;
Trasporti: Andrea Rinaldi;
Registrazioni e musiche: Roberto Gaiba.

