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Untitled - storie senza nome
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In una fredda notte di settembre, un uomo arriva dal nulla pronto per tornare nel nulla, dopo aver incontrato una donna. Con sé ha una valigetta ed una storia da dimenticare… o forse da raccontare.
Questa storia comincia all'Autogrill...Si, ma poi quale storia? Quante storie si rincorrono, scorrono su se stesse e scompaiono, in questi luoghi-non luoghi? E poi quali sono gli ingredienti per avere una storia degna d'esser raccontata? Notte, ci dice una voce, una notte troppo fredda per essere....per essere cosa? Dove siamo? E di chi è questa voce? Una nebbia leggera danza fra le parole di una storia che ci dà le spalle, per non mostrare il volto: deve per forza essere una storia da maneggiare con attenzione, magari da tener chiusa in una ventiquattrore, la stessa che tiene stretta l'uomo che è appena sceso da una macchina, che doveva avere una gran fretta di ripartire...
Dalla nebbia leggera avanza piano il nostro uomo: non ha un nome, non sappiamo da dove viene, nè perchè si trova qui. La voce, ancora la stessa voce che ci accompagnerà per questa strana notte, ci avverte che l'uomo in questione non naviga in acque sicure.
Che sia una storia di spionaggio? Oppure un noir? Aspettiamo di vedere sangue e uomini in nero spuntare… no, forse no… vediamo…
Ancora notte, ancora il nostro uomo, ancora questa voce a non lasciarci immaginare cosa potrà accadere: decide lei, lei muove i fili, quelli dell'uomo con la ventiquattrore, quelli dell'oscuro individuo che si aggira fra buste di zucchero, caffè e sguardi minacciosi, quelli di questa storia scivolata all'interno del grill...Strana storia...
Non c'è più nebbia: ora c'è il vapore della voce che ci racconta di una macchina per caffè che sbuffa scalda e annega nel nero, il bianco di alcune tazzine. Un barista le raccoglie e le pone sul bancone: l'oscuro individuo beve e dispensa occhiate, due divise ci raccontano una storia poliziesca, mentre sorseggiano il loro caffè...
Ora la nostra voce assomiglia alle dita di un pianista: un dito sul tasto nero del vestito dell' uomo con la ventiquattrore, leva l'altro dal tasto bianco della cintura del poliziotto, rimetti il terzo sulla barba dell'oscuro personaggio...Strana storia...oppure la voce assomiglia ai gesti eleganti e placidi del barista: teniamolo d'occhio, ha uno sguardo che parla più della nostra voce.
Meglio stare attenti: il nostro uomo scompare per un attimo, giusto il tempo per far entrare un'attraente figura in gonna e capelli di caffè nero. La voce ci ha avvertito di seguirla attentamente: il nostro uomo stava aspettando lei...
Teniamo questa dannata storia a distanza di sicurezza, copriamoci il volto fingendo di leggere un giornale, qua sta per succedere qualcosa; la voce ora pesta i tasti con naturale insistenza, sembra di ascoltare i gesti precisi del barista: prende tazzina, mette tazzina sotto l'erogatore, preme i tasti, prepara piattino e zucchero...Gesti e sguardi consueti, quotidiani, o meglio...notturni…
Forse siamo arrivati all'epilogo… cosa succederà, ora?!
Abbiamo voluto presentare una storia che racconta di come nasce una storia: gli ingredienti possono variare di volta in volta, ma restano pressochè gli stessi. Spetta a chi racconta la storia miscelare bene tutto quanto, aggiungere la giusta dose di fantasia, due cucchiai di scrupolosa regia, una correzione (giusto un dito) di Italo Calvino nello stile narrativo.
Già, proprio come per un caffè, la nostra storia (che è la storia della voce narrante, che narra la storia di un uomo in cerca di un tramite, che si rivela esser un uomo che ha la propria storia, come tutti) non può far a meno di ingredienti ben dosati: nel raccontare una storia raccontata da una voce, ci siamo presi la briga di conoscere il colore delle notti passate in uno di questi luoghi-non luoghi, tra persone che, come la nostra storia, si rincorrono, scorrono su se stesse e scompaiono, lasciando un sorriso ed una tazzina ormai vuota...
Mini Dv, colore
Personaggi ed interpreti principali
Uomo FABIO FIORI
Ragazza ELISA FAGGIONI
Barman FRANCESCO PRIMAVERA
Cliente PAOLO BIRRI
Musicista STEFANO MANCINI
Produzione - Lodovichetti & Belfiori
Regia - Andrea Lodovichetti
Soggetto e sceneggiatura - Andrea Lodovichetti e Francesco Belfiori
Direttore della fotografia - Henry Secchiaroli
Montaggio - Andrea Lodovichetti
Colonna sonora- Francesco Montesi
Direttore tecnico - Gian Marco Grottoli
Coordinamento Macchine - Giacomo Giardini
Trucco e acconciature - Francesco Ciani
Abiti - Michela Ricci
Assistente alla regia - Simone Lodovicheti
Segretario di edizione - Eugenio Cinti Luciani
Assistente alla fotografia - Tomas Lunghi
Assistente tecnico - Mirco Pasquini
Fotografia di scena - Michele Livi
Operatori: Henry Secchiaroli, Thomas Lunghi, Giammarco Grottoli, Giacomo Giardini
Backstage - Roby Cardinali
LobecaFilm

