24 film in concorso.
4 premi su dieci consegnati al cinema americano: la Coppa Volpi per l'interpretazione maschile di Vincent Gallo in Essential Killing, il Marcello Mastroianni Award alla miglior attrice esordiente Mila Kunis nel film Black Swan, il Leone Speciale per l'insieme dell'opera a Monte Hellman e, soprattutto, il Leone d'Oro a Sofia Coppola per Somewhere.
Molte le polemiche tra i critici in sala stampa. Qualche applauso, ma anche un bel pò di fischi, diretti al Presidente della Giuria della 67esima Mostra del Cinema di Venezia, Quentin Tarantino. Che, sempre elegante nel suo modo di fare, sorprendetemente ha risposto con un gesto volgare del tutto esplicito e offensivo verso i giornalisti non concordi con la premiazioni.
Tarantino, evidentemente, si è sentito preso in causa: sin dall'inizio aveva affermato di voler essere equilibrato e di non voler prediligere i film dei tanti registi amici in concorso. Ma resta il fatto che il Leone d'Oro ha sopreso un pò tutti. Difficile pensare ad una scelta unanime da parte della Giuria, anche se così sembra. Tante le insinuazioni da parte della stampa, infatti, sulla scelta delle linee guida che ha proposto e sul cambio delle regole nelle premiazioni. Da quest'anno una pellicola potrà ricevere, dunque, più riconoscimenti, a meno che non vinca il Leone d'Oro. Come è capitato ad Essential Killing, che ha ottenuto la Coppa Volpi (per la miglior interpretazione maschile per Vincent Gallo) e il Premio Speciale della Giuria; o come è accaduto a Alex della Iglesia, entusiasta per aver vinto il Premio Osella per la Miglior Sceneggiatura e il Leone d'Argento alla Regia con il suo Balada de Trompeta.
Coppa Volpi più che inaspettata anche per la protagonista femminile del film greco Attenberg ad Ariane Labed. Nessun riconoscimento, invece, al cinema italiano, nè tantomeno a quello asiatico e del medio-oriente.