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Quest'anno il Future Film Festival ha dedicato un focus speciale alla stop-motion, detta anche passo uno, una delle più antiche tecniche di animazione che utilizza oggetti reali, plastilina, ritagli di carta, sagome e qualunque altro oggetto che si possa manipolare fisicamente. Ogni posizione viene fotografata e, fotogramma dopo fotogramma (precisamente 24 per ogni secondo) avremo come risultato l’immagine in movimento. Una tecnica senza età che continua ad affascinare grandi e piccini da quasi cent'anni. Apparentemente in controtendenza rispetto alle ultime possibilità stereoscopiche offerte dalla tecnologia, oggi la stop-motion sta vivendo una nuova giovinezza, ibridandosi con la CG Animation, ma mantenendo la sua artigianalità.

Già nella sua prima edizione del 1999 il Future Film Festival aveva dedicato un omaggio alla Aardman Animations (guarda le

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di codec.tv), la casa di animazione che ha prodotto Wallace & Gromit.

A dodici anni di distanza incontriamo David Sproxton, cofondatore della Aardman, l’artista Osbert Parker e Allison Abbate, producer di Fantastic Mr Fox, in una tavola rotonda organizzata dal FFF 2010 per fare il punto della situazione sulle produzioni in stop motion.

Allison Abbate

D. Secondo lei, come mai la stop motion è ancora così amata dal pubblico nonostante le possibilità digitali della computer grafic?
Allison Abbate: …non si può negare il fascino dei pupazzi reali, di consistenza reale… è come se le fantasie d’infanzia prendessero vita.
Gli oggetti animati hanno una forte attrazione sui film-maker che amano l’arte manuale… Penso che per questo motivo la stop motion durerà per sempre.

D. Può dirci qualcosa su Fantastic Mr Fox primo film d'animazione in stop motion di Wes Anderson?
Allison Abbate: E’ basato sul libro omonimo di Roald Dahl. Io penso che Wes abbia letto il libro da giovane e ne sia stato ispirato recentemente. Ha deciso di realizzarlo in stop motion perché ama questa tecnica.
E’ la storia di una volpe furba che abita sotto un albero e decide di rubare le galline dei suoi vicini contadini. E’ la divertente avventura di questa volpe, della sua famiglia, dei suoi amici e altri animali…

D. Può darci qualche anticipazione sul remake di Tim Burton di Frankenweenie in stop motion?
Allison Abbate: Ne abbiamo fatto una versione completamente animata ed è la storia di un ragazzino che, come un piccolo Frankenstein, tenta di far rivivere il suo cane…
Noi speriamo che esca nelle sale entro il 2011, inizieremo le riprese alla fine dell’estate prossima e… ci sarà da divertirsi!

D. La stop motion è il più antico modo di fare animazione, possiamo dire che abbia aperto la strada all’animazione 3d?
Allison Abbate: Si, è stata la prima animazione in 3d. E’ differente dall’animazione in 2d per i personaggi reali, in spazi reali. Penso che abbia aperto le porte all’animazione 3d. Credo che in futuro ci sarà ancora più commistione tra animazione in computer grafic e stop motion perché avere pupazzi reali è affascinante ma la tecnologia aumenta le possibilità creative, quindi penso che ci possa essere un’ibridazione tra i due tipi di animazione.

Osbert Parker

D. Quali solo le tecniche che usa nei suoi lavori?
Osbert Parker: Io uso differenti forme di animazione, ma essenzialmente realizzo un frame alla volte. Qualche volta utilizzo foto tagliate, altre volte oggetti che mi sono intorno. A volte è un mix delle due cose.
Qualunque tecnica io usi, creo sempre un frame alla volta e poi monto 24 frame al secondo, così da far sembrare il movimento reale.

D. Come mai la stop motion è così richiesta negli spot pubblicitari?
Osbert Parker: o penso che sia perfetta per alcuni spot perché la gente vuole vedere il prodotto reale muoversi nello spazio, in un’altra dimensione…

D. A cosa sta lavorando in questo momento?
Osbert Parker: Attualmente sto lavorando a molti progetti: al mio terzo cortometraggio noir a passo uno e sto mettendo giù qualche idea per il prossimo che sarà una combinazione di live action e animazione. Poi sto lavorando moltissimo per gli spot pubblicitari animati… quindi sono molto occupato!

D. Come ha iniziato ad interessarsi all’animazione in stop motion?
Osbert Parker:  Mi sono appassionato guardando The cameraman’s revenge, i film di Gerorges Méliès. Io amo lo sviluppo dei disegni animati Disney, mi fanno pensare che l’animazione non è un’immagine ferma ma un processo, perciò mi piacciono tutti i tipi di animazione.

D. Ha qualche consiglio per i ragazzi che sognano di diventare animatori come lei?
Osbert Parker: Si: animate! Io penso che la pratica sia il miglior modo per imparare ad animare. Bisogna provare in uno spazio piccolo e controllato, come una scrivania, e fare pratica girando un corto. Mostrarlo non solo agli amici ma a tutti, per vedere che reazione hanno e se è la reazione che si sperava di raggiungere. Altrimenti bisogna tornare indietro, lavorarci di nuovo e mostrarlo ad altre persone.

 

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