Intervista a Cosimo Terlizzi
Artista audiovisivo, producer, performer, fotografo, l'eclettico Cosimo Terlizzi, classe 1973, è questo e molto altro ancora. Per flashvideo si concede in veste di regista e ci parla del suo ultimo film (2007) che ancor oggi sono richiesti. Gli eventi sono i più disparati, mostre, festival, rassegne e lezioni universitarie.
I "personaggi" del tuo film sono i protagonisti della tua stessa vita. Ne sveli i più intimi segreti, ritrai le loro emozioni (apparentemente) senza maschere, indugi sulle loro contraddizioni... Durante le riprese hanno avuto fiducia nel lavoro che stavi facendo su di loro? Quali le loro reazioni a lavoro finito?
Non mi è stato difficile convincere alcuni di loro a far parte del mio Folder, anzi mi è sembrato che fosse lo sviluppo naturale di un amicizia ricca di sfaccettature. Spesso nelle mie opere i modelli/attori sono i miei amici e dato che molti di loro si occupano di varie forme d'arte, sono abituati a mettersi in gioco.
Il mio modo di ripresa è stato soft, spesso non se ne sono neppure accorti. Questo perché ho utilizzato piccole fotocamere. L'occasione di far vedere il mio film finito l'ho avuta al Biografilm, in una sala del Lumiére, dove ho potuto invitare i protagonisti e la maggior parte delle persone che ho frequentato in questi anni. Credo di aver colto in loro alla fine della proiezione un senso di appagamento... questo è meraviglioso!
A proposito dei tuoi lavori precedenti prendo spunto per chiederti qual è il rapporto con la tua terra d'origine, ispirazione onnipresente in molte tue opere.
Per quanto riguarda la produzione invece, credi che la neonata Apulia Film Commission possa realmente promuovere i giovani (e meno giovani) filmmakers pugliesi?
Sono molto legato alla mia terra d'origine, per molte ragioni, nel bene e nel male. Amo la composizione della terra, così fertile, e il contatto col mare e poi la cultura antica, ma ciò che ho vissuto da piccolo fino all'adolescenza è stata una vita dai toni amari e aspri, raramente dolci. Forse sono questi toni forti che mi hanno temprato.
Adesso le cose stanno cambiando, Vendola è la punta di un iceberg che si è formato lentamente negli anni. Grazie ad un esercito di persone che si sono distinte per un amore vero verso la propria terra e non privato, circoscritto al proprio possedimento.
Credo che l'Apulia Film Commission sia nata in questo orizzonte. Non è un caso se in questo periodo ci siamo accorti di quanto la Puglia sia giovane. Bisogna però fare la differenza, essere autentici e non cercare di far diventare la Puglia un set cinematografico per soap opera alle Cento Vetrine, o una meta turistica a tempo determinato come la riviera romagnola. Questa è la mia preoccupazione, turismo e successo si, ma senza vendersi e svendersi a tutti i costi.
In quest'ottica ho pensato al documentario girato in tre episodi dal 2004 al 2007, Murgia, in cui racconto il parco senza compiacimento e campanilismo, anzi con punte di autocritica. La Murgia non era molto amata dai pugliesi, perché considerata terra inutile, oggi avverto un rispetto maggiore, anche se il costruttore di eoliche è sempre dietro l'angolo.
Cosa puoi dire ai giovani filmmakers che stanno muovendo i primi passi?
Consiglio di guardare molti film, trascorrere lunghi periodi di visioni e letture di libri. Viaggiare tanto e osservare. Fare esperienze di lavoro che toccano i vari stadi della creazione di un film, compreso il catering. Detesto i registi despoti, quelli che credono di avere il potere solo perché dirigono. Credo che l'esperienza fatta nei diversi ruoli della lavorazione possa formare emotivamente, far abbassare la cresta a chi ce l'ha troppo alta.
A cosa stai lavorando attualmente?
In questo momento mi sto occupando della distribuzione di Folder e della realizzazione di una serie di scatti in interni in cui figure umane si confrontano in modo morboso con gli oggetti.
Una citazione che ti ispira, un motto in cui ti ritrovi in questo momento?
Ho letto sui muri di Bologna due frasi che mi hanno colpito e che ritengo rappresentative del nostro tempo "vi puniremo con la nostra fuga" e "vi ordino di riciclare".
Per la redazione Valeria Demichele

