L'uomo nero
Il cinema come compensazione della realtà, come opportunità, pur partendo da fatti autobiografici, di raccontare ciò che è mancato alla realtà e alla propria esperienza.
Questo uno dei temi affrontati nella conferenza stampa da Sergio Rubini che con l'attore Riccardo Scamarcio a Bologna ha presentato la sua ultima regia L'uomo nero, film che racconta il ritorno nella terra di origine (Puglia) da parte del figlio Gabriele (Fabrizio Gifuni - Guido Giaquinto) per dare l'ultimo saluto al padre Ernesto (Sergio Rubini). La morte dell'anziano genitore è l'occasione per ripercorrere la storia della propria famiglia, il rapporto difficile col padre, capostazione con molte velleità artistiche e altrettante frustrazioni, il ricordo della madre insegnante (Valeria Golino) che con fermezza e pazienza cerca di contenere le tensioni del marito e di mandare avanti la famiglia che include anche lo zio Pinuccio (Riccardo Scamarcio), commerciante di professione e seduttore per vocazione, che impartisce lezioni di vita al nipotino.
Il rapporto conflittuale e appassionato che lega il figlio al padre si risolve dopo la morte del genitore, quando la mente torna all'infanzia e ricompone i tasselli fino ad arrivare alla comprensione dell'uomo dietro al padre, con un epilogo per certi versi sorprendente...
La chiacchierata con Sergio Rubini offre l'occasione per riflettere sul cinema italiano, sull'importanza di raccontare storie autentiche a partire da una dimensione vicina, personale: da Fellini a Leone, ognuno racconta se stesso attraverso i propri film poichè è lo sguardo che il regista ha sul mondo a fare la differenza.
Attraverso il rapporto tra la passione, seppur amatoriale, di Ernesto per la pittura e il giudizio (pregiudizio) dei due critici Venusio e l'avvocato Pezzetti, il film affronta anche il tema dell'immobilismo meridionale che toglie all'uomo qualunque la possibilità di sognare.
Ed è proprio questo rapporto a dare lo spunto per parlare anche della critica con cui il regista ha un'ottimo rapporto ma che oggi non esiste più, confinata all'assegnazione di palline e stellette sui quotidiani.
Riccardo Scamarcio racconta invece di come anche in questa seconda esperienza d'attore con Rubini (la prima è con il film Colpo d'occhio del 2007) sia stato fondamentale il rapporto di estrema fiducia con il regista, che sul set riveste lo stesso ruolo che ha il pubblico a teatro. Interpretare il personaggio dello zio Pinuccio ha dato inoltre a Scamarcio l'opportunità di mostrarsi in un ruolo in qualche modo diverso da quelli a cui siamo abituati, un ruolo brillante, scanzonato ma non per questo meno sexy, afferma Rubini, che sente di aver contribuito, insieme all'impegno e alla sensibilità delle Istituzioni, alla rivalutazione della propria terra, la Puglia, che fino a qualche anno fa veniva associata soltanto a Lino Banfi.
All'osservazione se vedremo mai film in cui i protagonisti non abbiano a che fare con un senso di frustrazione ma affrontino con serenità la vita, Rubini risponde che anche nei film in cui c'è l'happy end, questo arriva alla fine e che il percorso presenta sempre delle difficoltà.
La vocazione alla felicità guida i personaggi che hanno un obiettivo da seguire e quindi una storia da raccontare.
L'uomo nero
Regia: Sergio rubini
Con: Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Guido Giaquinto, Maurizio Micheli, Vito Signorile, Anna Falchi, Margherita Buy, Fabrizio Gifuni.
Ulteriori informazioni
Il film è nelle sale dal 4 dicembre 2009.
A Bologna
Medusa Cinema - Viale Europa, 5 - 051/6370432
ore 14:50 17:30 20:10 22:50
Cinema Odeon - via Mascarella, 3 - 051/227916
ore 15:15 17:40 20:05 22:30
Ascolta:
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Trailer del film
Trailer del filmLa clip audio di presentazione del film L'Uomo nero.
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Intervista Rubini e Scamarcio
Intervista Rubini e ScamarcioConferenza di presentazione del film L'uomo Nero di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio.

