Rebecca (Eva Green) e Tommy (Matt Smith) si conoscono da piccoli e si innamorano, ma sono costretti troppo presto ad allontanarsi. Quando dodici anni dopo si incontrano nuovamente, l’attrazione già maturata nell’infanzia rinasce più travolgente che mai. Ma l’idillio è destinato a durare poco: Tommy muore in un incidente stradale, travolto da un camion proprio davanti agli occhi di Rebecca. La ragazza, straziata, prende una decisione strana e inaspettata: si rivolge a un centro di clonazione e ospita nel suo grembo il clone di Tommy, per poi crescerlo come un figlio.

Womb (GER/UNG/FR 2010, regia di Bendek Fliegauf, già vincitore del Pardo d’oro nel 2007 con Milky Way) è un film che affronta contemporaneamente vari argomenti: l’amore, il dolore della perdita, l’etica in ambito genetico, il pregiudizio e ovviamente il tema dell’incesto, pur declinato in una variante inedita. Tuttavia l’elemento che ci sembra prevalere è quello della dignità che può comunque derivare dall’incoscienza e dalle decisioni a cui l’incoscienza porta.

E’ lampante che quella di partorire il proprio amato sia una decisione assurda e che porterà necessariamente a conseguenze insostenibili per entrambi. Tuttavia Rebecca si reinventa figura materna credibile e matura, il che, beninteso, non fa che rendere tutta la vicenda più morbosa, soprattutto nel momento in cui Tommy cresce e riemergono i sentimenti di Rebecca, mai completamente sopiti.

Sul piano registico, si notano una cura e un talento impressionante per l’inquadratura: ogni scena è un piccolo dipinto in cui i pieni e i vuoti si bilanciano sapientemente e prevalgono i colori freddi. Il ritmo è lento e dilatato: è il tempo della riflessione e dei rimpianti, solo di rado quello dell’azione.

E’ determinante in questo senso l’interpretazione dei protagonisti: Eva Green è brava quanto bella e Matt Smith è sorprendente nel delineare un personaggio che vive in bilico tra una perenne infanzia e un destino già scritto di maturazione improvvisa. Il feeling tra i due è palpabile. Molto bravo anche Tristan Christopher, il giovane attore che interpreta Matt da piccolo.

La colonna sonora, quasi assente, lascia spazio ai rumori ambientali
, ai silenzi e alla comparsa improvvisa di rumori laceranti e assordanti.  Prevale su di essi solo la risacca del mare invernale, che incornicia la tempesta emotiva che vivono loro malgrado questi due atipici amanti.

di Alessandro Diele