Il concerto
Il concerto
(Le Concert, Francia-Italia-Romania-Belgio) di Radu Mihaileanu (120')
Radu Mihaileanu, il regista rumeno ed ebreo che nel '98 colpì la critica con Train de vie, per il suo modo delicatissimo di raccontare l'Olocausto in un momento della storia del cinema in cui già Roberto Benigni e il suo La vita è bella si aggiudicavano ben 7 nomination all'Oscar e tre statuette, torna sul grande schermo con Il concerto, un'altra pellicola sugli ebrei e sulle persecuzioni da loro subite.
Questa volta la storia è ambientata ai nostri tempi e a Mosca e racconta le vicende di un'orchestra che nel 1980 fu costretta all'umiliazione pubblica e al fallimento perché parte dei suoi componenti erano ebrei e dunque invisi alla dittatura di Brezhnev che in quel periodo reggeva l'Unione Sovietica.
Il direttore dell'orchestra, Andrei Filipov, dopo tanti anni non ha accettato di veder svanire il suo sogno, nè che quella che era la sua famiglia, l'orchestra, avesse dovuto affrontare in seguito al loro scioglimento, le persecuzioni della dittatura e la perdita non solo del lavoro ma anche delle proprie famiglie e della dignità.
Lavorando ormai come addetto alle pulizie al Bolshoi, il teatro che ospitava prima la sua orchestra, riesce a trovare una possibilità per riscattarsi; ma per fare questo dovrà ingannare il Teatro dello Châtelet di Parigi, che vuole l'orchestra del Bolshoi per un'importante serata, convincere un grosso imprenditore russo a fargli da sponsor, trovare più di cinquanta musicisti in due settimane, gli strumenti, gli abiti e conquistare la fiducia di Anne Marie Jacquet, una giovane ma già famosa violinista.
E per lei in particolare che Andrei decide di imbarcarsi in questa impresa, nascondendo un segreto covato per 29 anni. Per lei egli vuole nuovamente suonare il Concerto per violino e orchestra di Ciajkowski, come la sera in cui la dittatura di Brezhnev gli portò via con l'orchestra il sogno della sua vita.
Il regista Mihaileanu ci racconta le peripezie di questa grande truffa ideata a fin di bene, con l'idea che l'umorismo possa esser un modo diverso per esorcizzare le brutture della storia. Per questo motivo non sono da considerarsi banali caricature quelle di alcuni personaggi, come quella dell'impresario ancora fedele alla dittatura stalinista, l'anziano ebreo che cerca di far soldi vendendo caviale anche nella grande Parigi e il violinista zingaro con tutta la sua carovana di furfanti al seguito.
La grande modernizzazione a cui va incontro ancora oggi con molta difficoltà la Russia comprende un difficile incontro di culture e ideologie diverse: in questo film il regista riesce a raccontare anche questo processo che colpisce personalmente i suoi protagonisti e li porta a riflettere e a rivalutare coloro che un tempo erano nemici, mostrando al contempo una parte dei tratti caratteriali tipici della popolazione slava.
Non è una facile scelta quella del regista che nuovamente preferisce raccontare le pagine nere della Storia umana colorandole con episodi divertenti: come l'allegro de Il concerto di Ciajkowski, metafora di un comunismo perfetto che persegue l'armonia attraverso la comunione di strumenti e talenti diversi, il film ha momenti incalzanti, nella comicità ed esuberanza di alcune grottesche gag, ma anche momenti di distensione e intimità, quando il passato viene svelato interamente e i protagonisti danno sfogo al dolore e alla nostalgia.
Per chi ha già potuto ammirarla in Inglourious Basterds di Tarantino, sarà felice di rincontrare la giovane Mélanie Laurent nella parte di Anne Marie, nuovamente bella, algida e teneramente fragile; Aleksei Guskov è Filipov, che presta un'interpretazione convincente grazie all'aria trasognante che regala al suo personaggio. Poi qualche amante del cinema francese avrà riconosciuto la popolare attrice Miou Miou, nel cameo di Guylene.
Dopo la visione di questo film, per chi non avesse avuto occasione di farlo prima, cercate di guardare anche Train de Vie: vi sarà ancora più chiaro il perché il regista Mihaileanu decida di dedicare ai protagonisti infelici della Storia, un modo diverso di riscattarsi dalle barbarie subite, attraverso il sorriso.
Per la redazione Claudia Ingrassia.
A Bologna:
Cinema Lumière - via Azzo Gardino 65
Gli orari e le date di programmazione
Versione originale con sottotitoli italiani

